giovedì 15 marzo 2012

Alba sulla fermata di Ártún

La gente qui ha un rapporto particolare con i mezzi pubblici.
A causa delle condizioni climatiche avverse, é raro trovare qualcuno che va alla fermata ed aspetta il pullman.
Ognuno, collegandosi al sito della compagnia che fornisce il servizio di trasporto, (Stæto) digita l'indirizzo da dove vuole partire e l'indirizzo in cui vuole arrivare. Il sistema elabora il percorso piú veloce e ti dice a che ora esattamente uscire di casa per essere alla fermata nel minuto esatto in cui passa l'autobus.
Se il sistema ti dice che il 15 arriva alle 7.47, lui alle 7.47 esatte arriva alla fermata e se il sistema ti dice che arriverai alla destinazione alle 8.01, e dopo 320metri sarai al numero civico desiderato alle 8.05, beh... alle 8.05 sarai veramente arrivato. L'ho provato!

Quanto alle linee, Reykjavik é molto ben servita, forse anche troppo ma i percorsi appaiono piuttosto bizzarri e apparentemente illogici.
Puó capitare che due linee facciano quasi lo stesso percorso o che una linea che per metá é identica ad un altra, ad un certo punto torni indietro, allunghi di 4-5 km per poi ritornare al punto precedente e ripercorrere la stessa linea dell'altra fino al capolinea.

Ho deciso che le linee degli autobus e i loro percorsi non saranno oggetto di mia competenza e cosí prendo atto della situazione e lascio fare a loro!
Io mi accontento del mio 6 che in 15 minuti mi porta all'ufficio con un percorso pressoché rettilineo.

A causa di un numero molto limitato di abitanti, meno di 200mila (che per una capitale non sono niente) succede che ogni autobus, a qualunque ora, sia mezzo vuoto e il posto a sedere lo si trovi sempre
Capita questo anche per la banca, la posta, il supermercato, le strade. Le code non esistono, (Io per ora non ne ho viste)

Quasi tutte le numerose linee terminano la corsa in un'unico grande capolinea centrale, Hlemmur, nel centro della cittá.
Questo capolinea oltre ad avere lo spazio per far parcheggiare i pullman che arrivano e partono, é una vera e propria piccola stazione, con biglietteria, panche, tabelloni con gli orari ed un piccolo bar.

Oltre a Hlemmur ci sono altri 5 (semi-capolinea) decentrati e sparsi per i sobborghi in cui piú di una linea fa tappa intermedia per fermarsi pochi minuti.

A bordo le cose sono leggermente diverse dall'Italia.
Il passeggero che sale (rigorosamente dalla porta anteriore) versa 350 kr. (2,10€) in una cassettina a fianco all'autista, il quale toccando un piccolo monitor stampa uno scontrino valido per 60 minuti sull'intera rete.
Tutti gli altri che hanno l'abbonamento, quando salgono, lo mostrano al conducente il quale vede la data di scadenza e fa un cenno.
Non capisco mai quanto tempo devo stare perché lui lo veda in quanto il cenno che dovrebbe fare non é sempre chiarissimo. Spesso non lo percepisco e mi sembra che stia continuando a leggere!
Una voce annuncia il nome di ogni fermata dicendo  "Næsta stopp er " : "la prossima fermate é.."

I nomi delle fermate sono davvero improponibili, e tolte le piú facili come Hlemmur, Haskoli Island (la mia di partenza-Universitá),  Skeifan, Kringlan, Ártún (quella del mio ufficio).... le altre non riesco a ricordarmele.

Si va da: Fjallkonuvegur, Norðlingaholt, Hjarðarhagi / Dunhagi, fino all'impronunciabile "Þjóðskjalasafnið".

Un consiglio: ð si legge th come nell'articolo inglese The,
                      Þ si legge sempre th ma piú dura come nella parola inglese Thounsand
                      æ si legge EI.
                      ll si leggle TL
                     l'accento é SEMPRE, per ogni parola, sulla prima sillaba.
                     la H davanti ad una consonante come in Hlemmur si legge come una C, quindi "Clémmr" (la u in questo caso non si pronuncia, non so se sia una regola)




Non sono mancati neanche qui episodi curiosi:

Un giorno, mentre ero fermo al capolinea e l'autista era fuori a fumare, una ragazza voleva salire sull'autobus. Appena si é accorta che l'autista non era a bordo, ha stentato per qualche minuto a salire poiché se fosse salita non avrebbe potuto mostrargli l'abbonamento.
Dopo aver aspettato quasi 5 minuti sulla soglia della porta, a causa della pioggia e vento si é decisa a salire, ma si é seduta nel primo sedile davanti, pronta a far vedere il suo abbonamente all'autista una volta salito.

Oggi invece ho osservato con piacere un signore, che sceso alla sua fermata ha visto per terra un giornale, é tornato qualche metro indietro per raccogliero e buttarlo nel cestino.

Stupirsi per queste cose peró é sbagliato.




Alba sulla fermata di Ártún






































Una tipica fermata
























Gli orari girevoli





















il 6






" Oh my god, I can't believe it
I've never been this far away from home"

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