lunedì 5 marzo 2012

Primo giorno di lavoro: un altro pianeta

Ora che mi è un po' più chiaro posso tentare di spiegare cosa sono venuto a fare in Islanda.
La compagnia per la quale faccio lo stage si chiama Rarik, una grande azienda di produzione di energia elettrica.
Rarik è di proprietà privata e pubblica allo stesso tempo: la produzione e la vendita sono privatizzate mentre la distribuzione è controllata dallo Stato quindi è pubblica.
Oltre all'energia producono o meglio "estraggono" l'acqua calda e la portano alle abitazioni.
In Islanda infatti le due linee di acqua calda e fredda sono separate. L'acqua calda sgorga direttamente dalla terra ad una temperatura  tra i 70 e gli 80 gradi, dunque non ha bisogno di ulteriore energia per essere scaldata.
Siccome la loro produzione deriva per il 100% da fonti rinnovabili (idroelettrico e geotermico soprattutto) stanno studiando il modo di entrare nel mercato dei Green Certificate.
I Green Certificate sono dei veri e propri titoli che un'azienda crea producendo energia verde. Questi titoli poi possono essere scambiati su un mercato dedicato e comprati da aziende che per legge devono produrre una quantità di energia da fonti rinnovabili, ma non riescono.
Il mio primo compito quindi sarà quello di studiare e cercare informazioni sul mercato italiano dei Green Certificate e fare un report su tutto quello che ho capito e tutto ciò che mi sembra utile comunicare.
Passerò poi a studiare il mercato inglese, svedese, danese e norvegese che sono quelli a cui l'azienda intende rivolgersi.
Loro dicono: non esportiamo effettivamente energia, ma dal momento che la nostra è al cento per cento rinnovabile e le nostre quote eccedono quelle stabilite dalla legge, "esportiamo" le quote in eccesso.

Quella di oggi non è stata effettivamente una giornata lavorativa.
Thorstur, il responsabile delle risorse umane mi ha fatto fare il giro dell'azienda, un moderno edificio poco fuori dal centro, raggiungibile agevolmente con gli autobus in 15 minuti da casa, attraverso una strada veloce a 3-4 corsie.
Rarik occupa gli ultimi tre piani dell'edificio.
Passiamo dal dipartimento contabilità, logistica, informatica e in ogni ufficio, moderno e ben arredato, mi presenta i colleghi. L'atmosfera è informale e rilassata, ognuno mi chiede da dove vengo, mi racconta qualcosa e poi si prosegue nel giro.
Ogni piano ha la sua macchina del caffè e distributore dell'acqua che posso usare liberamente e gratuitamente.
Entriamo nella stanza del mio "tutor" colui che mi seguirà nel lavoro.
Mi chiede quali sono i miei interessi e cosa voglio imparare. Dice che come primo compito ha pensato di affidarmi lo studio del mercato italiano perchè crede che sia più semplice per me.
Dopo, quando avrò capito i meccanismi, passerò agli altri mercati esteri.
Chiedo se ho qualche scadenza e mi dice che no, non è ho. - Cerca le informazioni, e ogni volta che hai qualche novità vieni da me e mi spieghi tutto- "it's up to you" (dipende da te). Poi scherzando dice:  "Non ci mettere troppo, impiega il giusto tempo che ti serve!"
Proseguiamo nel giro e arriviamo al quinto piano dove in un ufficio open space c'è la mia scrivania e il computer. Ci sono ampie vetrate ed è tutto molto accogliente..

Qui viene il bello.
Thorstur inizia a parlarmi delle varie regole sempre col solito tono pacato e gentile:

-L'orario è molto flessibile qui. Si inizia alle 8 e si finisce alle 4, ma appunto perchè flessibile puoi anche entrare più tardi ed uscire più tardi di conseguenza-.
Lo stipendio viene accreditato ogni ultimo giorno del mese. -Ovviamente- dice lui,  -Se ne hai bisogno prima puoi chiederlo in anticipo (!)
-Se non puoi venire al lavoro basta che mi mandi un'email- . -La sera prima?- chiedo io. -No, potresti stare male durante la notte, quindi va benissimo anche scrivermi al mattino.-

Mi chiede se ho in programma qualche viaggio o escursione. Rispondo che mi piacerebbe molto visitare l'Islanda ma che avrò solo il fine settimana a disposizione.
Mi dice che secondo lui quando si va all'estero bisogna cercare di scoprire il più possibile e che quindi farei bene a viaggiare.
Mi serve l'assist per la richiesta:  - Potrebbe capitare che io debba fare qualche viaggio per il lavoro?-
Mi risponde: Potrebbe!
Io: -Mi piacerebbe molto aver l'opportunità di conciliare lavoro e viaggio, in modo da poter vedere concretamente anche gli impianti in giro per l'isola-
Lui: -bene! cercheremo di trovare delle opportunità affinchè tu lo possa fare!-

Saliamo al sesto ed ultimo piano dove c'è la mensa. Dalle ampie vetrate si ha una bella vista sulla baia di Reykjavik, le case, il mare e le montagne imbiancate sotto a pesanti nuvole grigie che stanno portando pioggia.
C'è una musica jazz, Thorstur mi mostra il menu del giorno e mi fa vedere il frigo: -Qui puoi mettere le tue cose se vuoi portarti il pranzo da casa-
Mi offre un caffè e poi indicando quelle montagne mi dice: stasera andrò a fare un'arrampiacata lassù, poi guardando un collega che è appena entrato dice: -se non torno entro due giorni sapete dove cercarmi!-

Il giro finisce, mi accompagna all'ascensore e ci diamo appuntamento a domani.

Felice e soddisfatto infilo la giacca e sotto una fitta pioggia ed un vento inarrestabile mi incammino verso casa.



Il centro di Reykjavik visto dall'università




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